Dove

Villa Olmo

Via Bellinzona, 22100 Como

L’edizione 2016 di A due voci si terrà a Villa Olmo dal 14 al 16 ottobre e
all’Istituto Carducci il giorno 17 per il concerto dedicato a Terezin


Edificata nel XVIII secolo, Villa Olmo è tra i principali simboli della città di Como. Una tra le più celebri e sontuose dimore storiche comasche, che rispecchia la consuetudine delle famiglie nobili dell’epoca di possedere una residenza suburbana, è circondata da un grande giardino all’italiana ed è inserita nel percorso litoraneo che, già dall’ Ottocento, collega le Ville affacciate sul lago, da Borgovico a Villa d’Este di Cernobbio. Infatti la Villa sorge all’estremità nord-occidentale della città di Como, al termine della passeggiata a lago delle ville di borgo Vico (attuale passeggiata Lino Gelpi), aperta nel 1957 per collegare tra loro gli edifici patrizi cittadini più di spicco. Percorrendo la passeggiata e ammirando le signorili dimore che si affacciano sul lago si può percepire quel connubio romantico e affascinante tra paesaggio e ingegno e gusto di architetti e giardinieri che, tra il 1700 ed il 1800, rese le sponde del Lario meta ambita dei Grand Tour della nobiltà europea e che Villa Olmo, con il suo parco, ancora oggi evoca.

Villa Olmo deve il suo nome, secondo una tradizione non documentata, alla preesistente presenza nell’area, di due distinti esemplari di olmo, molto vecchi e di grandi dimensioni. Fu realizzata in stile neoclassico tra il 1782 ed il 1787 dall’architetto ticinese Simone Cantoni (Muggio di Mendrisio, Canton Ticino, 1736 – Milano 1818), per conto di Innocenzo Odescalchi, la cui facoltosa famiglia nel 1664 aveva acquistato parte dei beni e dei terreni dell’abbazia di S.Maria di Vico detti dell’Olmo. L’ispirazione neoclassica si manifesta in pieno nella facciata, il cui corpo centrale, rilevato in avanti, presenta cinque archi d’ingresso sovrastati da sei colonne ioniche alternate a medaglioni raffiguranti filosofi. Nel 1824, con la morte del marchese Odescalchi, la Villa passò alla famiglia Raimondi che vi ospitò illustri personaggi della storia italiana ed europea (Giuseppe Garibaldi, la famiglia imperiale di Ferdinando I d’Austria), per poi essere venduta nel 1883 ai duchi Visconti di Modrone, il cui stemma in pietra è posizionato al centro della balaustrata che corona l’edificio. Nel 1925 fu ceduta al Comune di Como che due anni dopo, in occasione del primo centenario della morte di Alessandro Volta vi allestì l’Esposizione Internazionale Voltiana. Da allora la Villa è sede prestigiosa di mostre, manifestazioni e convegni.


Istituto Carducci

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L’istituto Giosuè Carducci fu eretto, su progetto dell’architetto Cesare Mazzocchi, grazie alla generosa offerta di numerosi donatori e al contributo della popolazione. L’edificio, inaugurato il 20 settembre 1910, doveva ospitare l’Associazione “Pro Cultura popolare”, istituita il 18 agosto 1903 come ente teso a promuovere la cultura delle classi popolari. In esso, dunque, trovarono sede numerose iniziative dell’Associazione, in particolare la Scuola delle Massaie “Romualdo Borletti” con l’annesso Nido per bambini “Annetta Musa”, la scuola di cultura musicale “Primo e Carlo Marinoni”, la musicoteca “Maria Capranica” e soprattutto il “Museo Didattico Circolante Guido Casartelli”.

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